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PREMI ACCOPPIATI 2018
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 Chiusa la partita relativa alla campagna 2017 con la circolare n. 48080/2018 di AGEA che ha fissato definitivamente i valori dei premi accoppiati per lo scorso anno, ora si inizia a ragionare sulle possibili novità in vista della prossima annata agraria.

Una giornata decisiva potrebbe essere quella di domani, giovedì 26 luglio, quando la Conferenza Stato-Regioni si riunirà per decidere delle proposte presentate dal Governo.

Secondo quanto annunciato da alcuni esponenti politici ed istituzionali, i premi accoppiati per l’anno 2018 dovranno andare a sostegno di alcune filiere strategiche per il mercato ortofrutticolo italiano che, a causa dell’aumento delle importazioni interne e di politiche estere protezionistiche che ostacolano l’export, sono attualmente in crisi.

Per sostenere tali settori, potrebbero essere aumentati i premi accoppiati per la campagna 2018 per alcuni prodotti. Le proposte riguardano:

  • l’aumento da 80,7 a 100€ all’ettaro per il frumento duro;
  • l’aumento da 96,7 a 150€ all’ettaro per il riso;
  • l’aumento da 443,7 a 600€ all’ettaro per la barbabietola da zucchero.

Chiaramente, per la definizione dell’importo definitivo, occorrerà attendere il calcolo delle superfici ammesse ai contributi, ma le fluttuazioni sarebbero comunque minime.

Tra le iniziative al vaglio per il sostegno delle filiere in difficoltà c’è anche il possibile stanziamento da parte del MIPAAF di specifiche risorse.

È attualmente allo studio, presso la Commissione Agricoltura della Camera, una previsione di bilancio per l’anno 2018: tra i temi oggetto di valutazione c’è la possibilità di destinare maggiori risorse al sistema dei controlli e delle ispezioni, nonché la possibilità di liberare risorse per sostenere una serie di filiere strategiche come quelle del grano, del latte, nonché tutto il settore agrumicolo.

Per tali scopi, la dotazione finanziaria potrebbe essere pari a circa 107 milioni di euro.

Se confermato, si tratterebbe di un’ulteriore iniezione di fiducia e liquidità per sostenere la crescita dell’intero settore agricolo.

 
NUOVA PAC : ANNUNCIATI TAGLI PER 550 MILIONI
Scritto da Administrator   

AGEA ha dimostrato lacune ed inefficienze che ora si ripercuoteranno sulle tasche degli agricoltori. L’ente italiano è stato accusato dall’Unione Europea di essere carente nei controlli e non conforme alla normativa comunitaria. Questi rilievi mossi nei confronti del principale ente erogatore del settore agricolo potrebbe causare alla nostra agricoltura una penalizzazione di 550 mln di euro.

Nonostante i ripetuti rilievi della UE, per anni l’agenzia italiana per l’erogazione dei contributi per l’agricoltura non è intervenuta, risultando, tuttora, carente rispetto agli obblighi previsti dalla normativa europea ed evidenziando una inadeguatezza sistemica nel corretto ed efficiente utilizzo delle risorse comunitarie.

Le contestazioni

Quattro sono le contestazioni mosse da Bruxelles che non hanno trovato una pronta risposta dell’apparato amministrativo italiano e che hanno fatto scattare la richiesta di tagli ai finanziamenti per complessivi 550 mln di euro:

  • Non conformità alla normativa europea degli atti relativi al regime di aiuti diretti per superficie nell’ambito del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga) per gli anni 2015 e 2016;
  • Carenze di controlli. In particolare “carenze sistematiche nella valutazione della superficie massima ammissibile” e ancora, “mancato rispetto del livello minimo di controlli in loco”. Infine, la mancata ricezione di informazioni sulla superficie dichiarata quale prato permanente per gli anni 2016 e 2017 e l’impossibilità di adeguati controlli circa i pagamenti per il greening.
  • Mancato rispetto dei termini di pagamento, del superamento dei massimali e del superamento dei prelievi;
  • Carenti controlli per la figura dell’agricoltore attivo, unico beneficiario abilitato all’incasso dei finanziamenti europei.

La riforma di Agea

Agea, l’organismo pagatore nazionale, si è dimostrata inadeguata ed è in corso una sua riforma che punta soprattutto a separare le funzioni di coordinamento da quelle di organismo pagatore, oltre a una ristrutturazione del sistema dei controlli svolti da Agecontrol.

La riforma prevede che Agea assorba al proprio interno la struttura e le funzioni di Agecontrol.

L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole, razionalizzare e contenere la spesa. Inoltre, dovrà essere migliorato il sistema di controlli rivedendo anche il coordinamento con gli organismi pagatori regionali.

È prevista anche una revisione anche del Sistema Informativo  Agricolo Nazionale (SIAN), che gestisce la banca dati dei beneficiari dei contributi comunitari (PAC), che preveda una integrazione tra la struttura centrale e quelle periferiche regionali.

È auspicabile che la riforma di Agea, l’organismo pagatore italiano che gestisce i quasi 4 miliardi annui di aiuti comunitari, possa portare ad un rapido superamento delle criticità segnalate dalla UE.

 
TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SULLA DOMANDA UNICA 2018
Scritto da Administrator   

 

      La Circolare AGEA n° 29058 dle 4/4/2018   definisce il livello minimo di informazioni da indicare nella domanda unica 2018, in applicazione di quanto previsto dall’art. 12, comma 3, del DM 18 novembre 2014, n. 6513 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali recante “Disposizioni nazionali di applicazione del regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013”. Inoltre, vengono recepite alcune delle novità introdotte dal Reg. (UE) n. 2017/2393 che ha modificato, tra l’altro, talune disposizioni di cui al Reg. (UE) n. 1307/2013 in materia di pagamenti diretti. Si rammenta che l’art. 2 del Reg. (UE) n. 639/2014 stabilisce che tutte le condizioni cui è subordinata l’erogazione di contributi debbano essere verificabili e controllabili; in applicazione di tale disposizione, l'aggiornamento del Piano colturale aziendale costituisce la condizione di ammissibilità per le misure di aiuto basate sulla superficie e la base per la presentazione della domanda unica. Al fine di agevolare la presentazione della domanda unica da parte dei beneficiari e per ridurre il rischio di errori, nell'anno di domanda 2018 l’Organismo pagatore competente fornisce al beneficiario il modulo di domanda di aiuto basata su strumenti geospaziali: si potrà presentare la domanda di aiuto precompilata basata sulle superfici determinate nell'anno precedente e sul materiale cartografico che indica l'ubicazione delle superfici ed è resa disponibile una domanda completamente informatizzata (domanda unica geospaziale - GSAA) che, nella campagna 2018, deve coprire l’intero territorio nazionale, in applicazione di quanto previsto dall’art. 17 del Reg. (UE) n. 809/2014. La presente circolare, inoltre, integra e attualizza, con riferimento alla campagna 2018, le circolari AGEA prot. n. ACIU.2016.119 del 1° marzo 2016, prot. n. ACIU.2016.120 del 1° marzo 2016 e prot. n.14300 del 17 febbraio 2017. Quest’ultima circolare è altresì aggiornata con riferimento alla materia dei titoli di conduzione delle superfici, in particolare per in caso di concessione di terreni demaniali.

ADEMPIMENTI RELATIVI AL FASCICOLO DELL'AGRICOLTORE

L’art. 4 del DM 12 gennaio 2015 n. 162 disciplina specificamente gli adempimenti per la gestione dell’anagrafe dell’aziende agricole e per la costituzione ed aggiornamento del fascicolo aziendale. La costituzione del fascicolo è obbligatoria nel caso in cui l’agricoltore presenti domanda per la prima volta; se invece il fascicolo aziendale risulta già costituito in una delle campagne precedenti, gli agricoltori, a fronte di variazioni rispetto alla documentazione già contenuta nel fascicolo, sono tenuti a presentare, propedeuticamente alla domanda, la documentazione aggiornata. I titoli di conduzione a supporto della consistenza territoriale aziendale devono essere presenti nel fascicolo aziendale al momento della sottoscrizione delle dichiarazioni rese dall'azienda agricola secondo le disposizioni di cui all’art. 3, comma 2, del DM n. 162/2015. Al riguardo, si rappresenta che l’art. 25, comma 1, lett. c), della L. 17 ottobre 2017, n. 161, in materia di documentazione antimafia, ha aggiunto il comma 3-bis all’art. 83 del D.lgs. n. 159/2011 stabilendo che “la documentazione di cui al comma 1 è sempre prevista nelle ipotesi di concessione di terreni agricoli e zootecnici demaniali che ricadono nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscono di fondi europei”. La norma è stata ulteriormente modificata dal decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con L. 4 dicembre 2017, n. 172 e, infine, dall’art. 1, comma 1142, della L. 27 dicembre 2017 n. 205. Le suddette disposizioni prevedono l’obbligo di acquisire la documentazione antimafia, tra l’altro, nelle ipotesi di concessione di terreni agricoli e zootecnici demaniali che ricadono nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune. Al fine di consentire il corretto adempimento di detto obbligo, è necessario che all’interno del fascicolo aziendale siano puntualmente individuate tutte le conduzioni aventi ad oggetto la concessione di terreni demaniali. Detti titoli di conduzione devono obbligatoriamente riportare la data di inizio e la data di fine conduzione. Tali informazioni formano oggetto di interscambio con gli Organismi pagatori. Conseguentemente, gli allegati 1 e 2 alla circolare AGEA prot. n. 14300 del 17 febbraio 2017 sono sostituiti integralmente da quelli allegati alla presente circolare, integrati con l’aggiunta della fattispecie descritta al paragrafo 9.2 del citato allegato 2. 4.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

La domanda unica di pagamento deve essere presentata all’Organismo pagatore di competenza dall’azienda agricola. La domanda unica è predisposta in coerenza con gli articoli 14, 17, 20, 21 e 22 del Reg. (UE) n. 809/2014 e contiene gli elementi idonei a dichiarare la qualifica di agricoltore in attività del richiedente, ai sensi dell'art. 9 del Reg. (UE) n. 1307/2013. La domanda, nell’ambito del Sistema Pubblico per la Gestione delle Identità Digitali (SPID) di cui al Codice per l’Amministrazione Digitale (CAD), può essere sottoscritta dal beneficiario con l’utilizzo di un codice PIN o con altra firma elettronica a norma rilasciati all’agricoltore, conforme alle indicazioni dell’Agenzia per l’Agenda digitale. 9 A partire dalla campagna 2018, tutte le domande di aiuto relativa al regime di pagamento unico devono essere basate su strumenti geospaziali. Fermo restando quanto previsto in materia dalle circolari AGEA prot. n. ACIU.2016.119 del 1° marzo 2016, prot. n. ACIU.2016.120 del 1° marzo 2016 e prot. n.14300 del 17 febbraio 2017, si precisa ulteriormente quanto segue. In fase di individuazione grafica dell’azienda agricola, l’agricoltore è tenuto a dettagliare l’uso del suolo e indicare esattamente la localizzazione delle colture che intende coltivare. Al riguardo, nelle ipotesi di concessioni di usi civici delle sole superfici destinate a pascolo o nell’ipotesi di affitto in favore di una pluralità di conduttori delle sole superfici destinate a pascolo (vedi titoli di conduzione previsti ai paragrafi 7.2, 9.1 e 9.2 dell’allegato 2 alla presente circolare), l’agricoltore individua graficamente la superficie oggetto della concessione o dell’affitto, senza l’obbligo di dettagliare – graficamente – una specifica porzione della stessa. Poiché la superficie in questione è utilizzata e dichiarata da una pluralità di agricoltori, gli Organismi pagatori verificano che la somma delle percentuali di possesso delle superfici dichiarate da ciascun agricoltore non ecceda il 100%. Quanto sopra si applica, se del caso, anche alle concessioni di usi civici non destinate al pascolo. 

EFFICACIA TEMPORALE AI FINI DELLE RICHIESTE DI AIUTO

I dati/informazioni che possono essere utilizzati per la richiesta di aiuto con la presentazione della domanda devono essere stati dichiarati nel fascicolo in data antecedente al 15 maggio della campagna stessa e comunque prima della presentazione della domanda. In assenza di fascicolo o di dati ed informazioni su cui si fonda la richiesta in un fascicolo già costituito, la domanda è irricevibile. I termini per la presentazione delle domande sono riportati nel successivo paragrafo 6. Sono considerati agricoltori in attività coloro per i quali è verificato il requisito con le modalità indicate nella circolare AGEA prot. n. ACIU.2016.121 del 1° marzo 2016 e successive modificazioni e integrazioni.

 TERMINI DI PRESENTAZIONE

Secondo quanto stabilito dal Reg. (UE) n. 1306/2013, nonché dai regolamenti di applicazione emanati dalla Commissione UE e dal DM 18 novembre 2014 n. 6513, la domanda di ammissione al regime di pagamento unico deve essere presentata entro il 15 maggio. Pertanto le date di presentazione delle domande all'Organismo pagatore competente previste per la campagna 2018 sono: a) domande iniziali: 15 maggio 2018; b) domande di modifica ai sensi dell'art. 15 del Reg. (UE) n. 809/2014: 31 maggio 2018; 10 c) comunicazione di ritiro di domande di aiuto ai sensi dell’art. 3 del Reg. (UE) n. 809/2014: fino al momento della comunicazione dell’irregolarità da parte dell’Organismo pagatore competente. d) comunicazione ai sensi dell’art. 4 del Reg. (UE) n. 640/2014 (cause di forza maggiore e circostanze eccezionali): devono essere presentate entro i 10 giorni lavorativi a decorrere dal momento in cui sia possibile procedervi e, comunque, non oltre l’11 giugno 2019. Le comunicazioni riguardanti le domande uniche di pagamento per cui l’Organismo pagatore competente ha autorizzato il pagamento in maniera definitiva sono ritenute irricevibili. e) comunicazione ai sensi dell’art. 8 del Reg. (UE) n. 809/2014 (cessione aziende): devono essere presentate non oltre l’11 giugno 2019. Le comunicazioni riguardanti domande uniche di pagamento per cui l’Organismo pagatore competente ha autorizzato il pagamento in maniera definitiva sono ritenute irricevibili.

PRESENTAZIONE TARDIVA - DOMANDA UNICA INIZIALE

Ai sensi dell’art. 13, par. 1 del Reg. (UE) n. 640/2014, le domande possono essere presentate con un ritardo di 25 giorni civili successivi rispetto al termine previsto del 15 maggio e, quindi, fino all’11 giugno 2018. In tal caso l’importo al quale l’agricoltore avrebbe avuto diritto, se avesse inoltrato la domanda in tempo utile, viene decurtato dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo. In caso di richiesta di accesso alla riserva nazionale per l’attribuzione di nuovi titoli o di aumento del valore dei titoli, l’importo corrispondente al quale l’agricoltore avrebbe avuto diritto è decurtato per un importo pari al 3% per ogni giorno lavorativo di ritardo. Tale decurtazione non si applica all’aiuto de minimis richiesto per il grano duro ai sensi del DM 11000/2016 e successive modificazioni e integrazioni. In caso di ritardo superiore a 25 giorni civili, la domanda di assegnazione dei titoli è considerata irricevibile e all'agricoltore non viene assegnato alcun diritto all'aiuto. Le domande iniziali pervenute oltre l’11 giugno 2018 sono irricevibili. Il suddetto art. 13, par. 1, del Reg. (UE) n. 640/2014 si applica anche ai documenti giustificativi (fatture sementi, cartellini varietali, ecc.), contratti o dichiarazioni: qualora siano determinanti ai fini dell’ammissibilità dell’aiuto richiesto e vengano inoltrati dopo la scadenza prevista per la presentazione della domanda, si applica una riduzione all’importo dovuto per l’aiuto cui la suddetta documentazione giustificativa si riferisce pari all’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo. La documentazione di cui sopra presentata oltre l’11 giugno 2018 rende irricevibile la richiesta di aiuto per la quale essa è determinante.

PRESENTAZIONE TARDIVA - DOMANDE DI MODIFICA AI SENSI DELL'ART. 15 DEL REG. (UE) N. 809/2014

Ai sensi dell’art. 13, par. 3, del Reg. (UE) n. 640/2014, la presentazione di una domanda di modifica ai sensi dell’art. 15, oltre il termine del 31 maggio 2018, comporta una riduzione dell’1% per giorno lavorativo di ritardo sino all’11 giugno 2018. Le suddette domande di modifica pervenute oltre il termine dell’11 giugno 2018, vale a dire oltre il termine ultimo per la presentazione tardiva della domanda unica iniziale, sono irricevibili.

COMUNICAZIONE DI RITIRO DI DOMANDE DI AIUTO AI SENSI DELL’ART. 3 DEL REG. (UE) N. 809/2014

Le comunicazioni di revoca parziale o totale della domanda pervenute dopo la comunicazione delle irregolarità da parte dell’Organismo pagatore competente sono irricevibili.

 

REQUISITI GENERALI DELLA DOMANDA UNICA

INFORMAZIONI PRESENTI NELLA DOMANDA UNICA

La domanda unica 2018 contiene le informazioni riportate nel fac-simile di modello, di carattere orientativo.

DICHIARAZIONI RELATIVE ALL’USO DEL SUOLO

A partire dalla campagna 2007, le dichiarazioni presenti in domanda unica relative all’uso del suolo sulle singole particelle catastali vengono utilizzate, ai sensi dell'articolo 2, comma 33, del decretolegge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, per l'aggiornamento del catasto. L’art. 6 del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 convertito in legge, con modificazioni, con L. 26 aprile 2012, n. 44, stabilisce che, al fine di semplificare gli adempimenti a carico dei cittadini, le dichiarazioni relative all'uso del suolo di cui sopra, rese dai soggetti interessati alla presentazione delle domande di pagamento inoltrate all’organismo pagatore competente e sottoscritte con le modalità previste dall’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, (Quadro J allegato alla domanda) esonerano i soggetti obbligati dall’adempimento previsto dall’articolo 30 del Testo Unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; con la sottoscrizione i dichiaranti attestano, altresì, di essere a conoscenza dell’applicabilità delle sanzioni previste dall'articolo 2, comma 33, del decreto-legge n. 262 del 2006, qualora le informazioni richieste nelle dichiarazioni relative all’uso del suolo, non siano fornite ovvero siano rese in modo incompleto o non veritiero. L'AGEA, sulla base degli elementi indicati nelle dichiarazioni, predispone, per ogni particella, una proposta di aggiornamento della banca dati catastale, redatta ai sensi del decreto del Ministro delle Finanze 19 aprile 1994, n. 701, secondo le specifiche tecniche e i tracciati record definiti dall'Agenzia del Territorio. Entro il 31 ottobre di ogni anno, l'AGEA trasmette a detta Agenzia, per ogni particella, le proposte di aggiornamento predisposte in base agli elementi contenuti nelle dichiarazioni rese nell’annata agraria conclusa. L'Agenzia del Territorio provvede ad inserire i nuovi redditi oggetto delle variazioni colturali negli atti catastali, sulla base delle proposte di aggiornamento trasmesse dall’AGEA, nonché a notificarli con apposito comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. L’AGEA fornisce all’Agenzia del Territorio anche le informazioni relative ai fabbricati.

 

 CRITERI DI MANTENIMENTO DELLE SUPERFICI AGRICOLE IN UNO STATO IDONEO AL PASCOLO O ALLA COLTIVAZIONE. MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI ALLA CIRCOLARE AGEA.2017.82630 DEL 30 OTTOBRE 2017 / 15

Con la circolare AGEA prot. n. 82630 del 30 ottobre 2017 è stata prevista una nuova disciplina per la verifica dei criteri di mantenimento delle superfici agricole in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione, a decorrere dalla campagna 2018. A seguito di approfondimenti eseguiti, considerato che, come previsto dalla normativa regolamentare UE, i controlli amministrativi ed in loco hanno la finalità di verificare il corretto mantenimento delle superfici in questione, la procedura prevista dalla circolare AGEA prot. n. 82630 del 30 ottobre 2017 è interamente sostituita dalla presente. A partire dalla campagna 2018, qualora l’allevamento sia ubicato nel comune delle superfici pascolate o nei comuni limitrofi, la verifica del carico UBA/ha si esegue rapportando la consistenza media annuale dei capi desunta dall'Anagrafe di Teramo (BDN) alle superfici dichiarate come pascolate. Restano ferme le altre disposizioni della circolare AGEA prot. n. ACIU.2015.569 del 23 dicembre 2015 e successive modificazioni e integrazioni.

 

NOVITÀ INTRODOTTE DAL DM 2 OTTOBRE 2017 N. 5604

Ai sensi dell’art. 4 del DM 2 ottobre 2017 n. 5604, per la canapa seminata dopo il 30 giugno è consentito consegnare le etichette delle sementi certificate utilizzate per la semina entro il termine ultimo del 1° settembre di ciascun anno di domanda. Per terreno lasciato a riposo si intende un seminativo incluso nel sistema di rotazione aziendale, ritirato dalla produzione agricola per un periodo minimo continuativo di sei mesi a partire dal 1° gennaio e fino al 30 giugno dell’anno di domanda. E’ possibile per il beneficiario dichiarare una superficie a riposo acquisita in conduzione dopo il primo gennaio, a patto che il precedente conduttore abbia comunque adempiuto agli obblighi di non coltivazione. In assenza dei provvedimenti delle Regioni e Province autonome o degli enti gestori dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciale, per le aree individuate ai sensi della direttiva 2009/147/CE (conservazione uccelli selvatici) e della direttiva 92/43/CEE (conservazione habitat naturali) e sui terreni a riposo utilizzati come aree d’interesse ecologico è vietato lo sfalcio e ogni altra operazione di gestione del suolo, nel periodo compreso fra il 1° marzo e il 30 giugno di ogni anno. Sul terreno a riposo sono ammesse lavorazioni meccaniche nei seguenti casi: a. pratica del sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide, b. terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi; c. colture a perdere per la fauna; d. lavorazioni del terreno allo scopo di contenere le piante infestanti o di ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria; e. lavorazioni di affinamento sui terreni lavorati allo scopo di favorirne il successivo migliore inerbimento spontaneo o artificiale; f. lavorazioni funzionali all’esecuzione d’interventi di miglioramento fondiario. 16 Le specie di colture azotofissatrici sono quelle indicate nell’Allegato III del DM 2 ottobre 2017 n. 5604. La coltivazione può includere miscugli di colture azotofissatrici e altre colture, a condizione che le azotofissatrici siano predominanti.” A partire dalla dichiarazione 2018: - ai sensi dell’articolo 45, paragrafo 10 bis, secondo comma, del regolamento (UE) n. 639/2014, sulle fasce tampone, sui bordi dei campi e lungo i bordi forestali senza produzione dichiarate quali aree di interesse ecologico è autorizzato lo sfalcio o il pascolo a condizione che la superficie in questione resti distinguibile dal terreno agricolo adiacente; • ai sensi dell’art. 45, paragrafo 10 del regolamento (UE) n. 639/2014, la coltivazione delle colture azotofissatrici di cui all’Allegato III del decreto ministeriale 18 novembre 2014 è consentita nel rispetto degli obiettivi di cui alla Direttiva 2000/60/CE; in particolare, ai sensi dell’art. 45, paragrafo 10 ter, del Reg. (UE) n. 639/2014, l’utilizzo di prodotti fitosanitari è vietato sulle superfici a riposo e coltivate con colture azotofissatrici dichiarate come Aree di Interesse Ecologico. Per utilizzo di prodotti fitosanitari si intende anche la concia delle sementi utilizzate. Si precisa inoltre che il divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari: • per le colture azotofissatrici è limitato al ciclo vegetativo della pianta compreso tra la semina e la raccolta; • per la messa a riposo si applica per il periodo intercorrente tra il 1° gennaio e il 30 giugno.

 

 NOVITÀ INTRODOTTE DAL REGOLAMENTO (UE) 2017/2393, IL C.D. “REGOLAMENTO OMNIBUS”

A partire dal 1° gennaio 2018, quindi, dalla campagna 2018, è entrato in vigore il Reg. (UE) n. 2017/2393 che prevede una serie di misure di semplificazione direttamente applicabili, riportate nei paragrafi successivi.

 

 PAGAMENTO PER LE PRATICHE AGRICOLE BENEFICHE PER IL CLIMA E L'AMBIENTE, PREVISTO DAL TITOLO III, CAPO III, DEL REG. (UE) N. 1307/2013

Con riferimento alla diversificazione colturale, l’obbligo di diversificare le colture è posto in capo alle aziende che hanno seminativi per più di 10 ha e non sono interamente investiti a colture 17 sommerse. Su tali seminativi vi devono essere almeno due colture diverse e la coltura principale non deve superare il 75% di detti seminativi. L’art. 3, punto 8), del Reg. (UE) n. 2017/2393 ha modificato l’art. 44 del Reg. (UE) n. 1307/2013. In particolare, se i seminativi dell'agricoltore occupano oltre 30 ettari e non sono interamente investiti a colture sommerse, vi devono essere almeno tre colture diverse, la coltura principale non deve occupare più del 75 % della superficie e la somma delle due colture principali non deve essere superiore al 95 % di tali seminativi. Detti limiti massimi, fatto salvo il numero di colture richieste, non si applicano alle aziende qualora: - l’erba o le altre piante erbacee da foraggio o - i terreni lasciati a riposo o - investiti a colture sommerse per una parte significativa dell'anno o per una parte significativa del ciclo colturale occupino più del 75 % dei seminativi. In tali casi, la coltura principale sui seminativi rimanenti non occupa più del 75 % di tali seminativi rimanenti, salvo nel caso in cui dette superfici rimanenti siano occupate da: - erba o altre piante erbacee da foraggio o - terreni lasciati a riposo. L’obbligo della diversificazione non si applica per le aziende: a) i cui seminativi sono utilizzati per più del 75% per uno dei seguenti usi: - per la produzione di erba o altre piante erbacee da foraggio; - lasciati a riposo; - investiti a colture di leguminose; - sottoposti a una combinazione di tali tipi di impieghi. b) la cui superficie agricola ammissibile è costituita per più del 75 % da prato permanente, utilizzata per la produzione di erba o altre piante erbacee da foraggio o investita a colture sommerse per una parte significativa dell'anno o per una parte significativa del ciclo colturale o sottoposta a una combinazione di tali tipi di impieghi. Infine, la coltura invernale e la coltura primaverile sono considerate colture distinte anche se appartengono allo stesso genere. Il Triticum spelta è considerato una coltura distinta da quelle appartenenti allo stesso genere.

 

AREE DI INTERESSE ECOLOGICO (EFA) - ART. 46 REG. (UE) N. 1307/2013 L’art. 46 del Reg. (UE) n. 1307/2013

 

stabilisce che “Quando i seminativi di un'azienda coprono più di 15 ettari, l'agricoltore provvede affinché, a decorrere dal 1° gennaio 2015, una superficie corrispondente ad almeno il 5% dei seminativi dell'azienda dichiarati dall'agricoltore a norma dell'articolo 72, paragrafo 1, primo comma, lettera a), del regolamento (UE) n. 1306/2013 […] sia costituita da aree di interesse ecologico”. L’art. 3, punto 9), del Reg. (UE) n. 2017/2393 ha modificato l’art. 46 del Reg. (UE) n. 1307/2013, stabilendo un nuovo sistema di deroghe all’obbligo di costituire EFA. In particolare, l’obbligo non si applica per le aziende: a) i cui seminativi sono utilizzati per più del 75% per uno dei seguenti usi: - per la produzione di erba o altre piante erbacee da foraggio; - lasciati a riposo; - investiti a colture di leguminose; - sottoposti a una combinazione di tali tipi di impieghi. b) la cui superficie agricola ammissibile è costituita per più del 75 % da prato permanente, utilizzata per la produzione di erba o altre piante erbacee da foraggio o investita a colture sommerse per una parte significativa dell'anno o per una parte significativa del ciclo colturale o sottoposta a una combinazione di tali tipi di impieghi.

 

 REGIME PER I PICCOLI AGRICOLTORI DI CUI AL TITOLO V DEL REG. (UE) N. 1307/2013

L’art. 2, punto 6), del Reg. (UE) n. 2017/2393, con riferimento al regime per i piccoli agricoltori, ha introdotto una semplificazione per la presentazione delle domande. In particolare, gli agricoltori che aderiscono al regime in questione non sono obbligati a dichiarare le parcelle agricole per le quali non è stata fatta domanda di pagamento, a meno che tale dichiarazione non sia necessaria ai fini di altre forme di aiuto o sostegno. Si precisa, inoltre, che, in ottemperanza a quanto previsto dall’art 9 del Reg. (UE) n. 639/2014, gli agricoltori aderenti al regime per i piccoli produttori che coltivano canapa in primo o secondo raccolto devono, in ogni caso, adempiere agli obblighi previsti dall’art.17, comma 7, del Reg. (UE) n. 809/2014 e in particolare: a) all’identificazione delle parcelle seminate a canapa, con l’indicazione delle varietà di sementi utilizzate; b) all’indicazione dei quantitativi di sementi utilizzati (chilogrammi per ettaro); 19 c) ad allegare alla propria domanda le etichette ufficiali poste sugli imballaggi delle sementi a norma della direttiva 2002/57/CE del Consiglio. Ai sensi dell’art. 4 del DM 2 ottobre 2017 n. 5604, per la canapa seminata dopo il 30 giugno è consentito consegnare le etichette delle sementi certificate utilizzate per la semina entro il termine ultimo del 1° settembre di ciascun anno di domanda. Gli Organismi pagatori provvedono ad acquisire quanto sopra secondo le modalità dagli stessi definiti. Inoltre, ad integrazione di quanto previsto dalla circolare AGEA.2017.25546 del 22 marzo 2017, si precisa che in applicazione della tolleranza già prevista in via generale in caso di ricalcolo titoli, anche per i titoli detenuti dagli agricoltori aderenti al regime per i piccoli agricoltori non si provvede al ricalcolo degli stessi qualora si riscontri una differenza non superiore a 1.000 metri rispetto al dato della superficie ammissibile 2015 già utilizzato per il calcolo dei titoli, salvo che tale variazione incida sul raggiungimento del limite minimo di 5.000 metri che l’agricoltore deve comunque soddisfare a norma dell’art. 7, comma 3, del DM 18 novembre 2014 n. 6513. Analogamente, detto limite trova applicazione anche ai fini della verifica da parte degli Organismi pagatori, del rispetto dell’obbligo in capo all’agricoltore di mantenere almeno un numero di ettari ammissibili ai sensi dell’art. 32 del Reg. (UE) n. 1307/2013, corrispondente al numero di titoli in proprietà o in affitto detenuti, a partire dalla campagna 2015. 

 
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